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Pensieri e riflessioni di un accompagnatore per donne

Sono  settimane che sono e siamo isolati in casa a difenderci da un virus subdolo con l'unica arma  idonea al momento: il distanziamento sociale.



Un nemico invisibile, ma molto aggressivo, ci ha messo di fronte alle nostre paure e insicurezze. Ci sentivamo invincibili, nulla sembrava poter fermare i nostri progetti e men che meno rallentare i ritmi frenetici delle nostre vite... ma ora tutto è drammaticamente, e nel modo più imprevedibile, cambiato...perché a minacciare ciascuno di noi è un qualcosa che non vediamo, che si aggira  come un fantasma per colpirci a tradimento e debilitarci, quando va bene, o toglierci ciò che abbiamo di più prezioso, quando va meno bene. Così, per salvare la nostra nuda vita e quella dei nostri cari abbiamo iniziato ad isolarci, a chiuderci dentro i quattro muri di casa, a tenerci ad equa distanza gli uni dagli altri e a privarci di quelle relazioni umane che mai come ora scopriamo essere così maledettamente vitali e fondamentali per la nostra felicità.



Ma l’infame virus ha anche attaccato quella che secondo me, subito dopo gli affetti,  è la cosa più preziosa che ognuno di noi ha: La LIBERTA’. Chi di noi in questi giorni di clausura non è uscito di casa con dietro un' autocertificazione per essere a norma, ma pur sempre con  il timore, appena girato l’angolo, di essere fermato, controllato, interrogato...perché anche questo, lo sappiamo, fa parte della guerra che stiamo combattendo contro l'insidioso nemico. Ma quanta angoscia in questo sentire che non siamo più liberi di muoverci come prima! Quanta sofferenza psicologica  in  tutta questa costrizione e clausura forzata.  Eppure so bene che tutto ciò è inevitabile, se si vuole poi tornare ad una normalità che, temo, non sarà però più quella di prima. Perché questo virus ha tracciato una linea di demarcazione tra un prima e un dopo...e come si presenterà questo dopo nessuno lo sa con sicurezza, anche  se questa esperienza lascerà certamente qualcosa dentro ad ognuno di noi e, forse, lo voglio sperare, si trasformerà in qualcosa di positivo, in una “lezione di vita”.



Uno come me, che in questo mondo del piacere vive da anni frequentando tante amiche, non sa cosa aspettarsi dal futuro.  Ma non mi abbatto: se qualcosa mi verrà tolto, qualcosa ritroverò e soprattutto saprò cosa mi è mancato per poterne ancor più gioire.



Sono pensieri di un gigolo accompagnatore per donne che vive come tutti il disagio di questa immane tragedia.



Ciao.


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